Come funziona il diritto di prelazione sugli immobili?

Durante il rapporto di locazione, può succedere  che il padrone di casa  decida di vendere l’appartamento, cosa succede in quel caso? la legge riconosce particolari tutele a favore dell’inquilino tra queste il diritto di prelazione.

Il diritto di prelazione è il diritto che l’inquilino vanta nei confronti del venditore ad essere preferito nella scelta dell’acquirente, rispetto ad altri offerenti ed a parità di prezzo. Tale diritto potrà essere fatto valere quando sono presenti le seguenti condizioni :

1)  il locatore ( proprietario) invii lettera raccomandata per disdire il contratto di locazione alla prima scadenza dei 4 anni;

2)   il locatore comunichi al conduttore la sua intenzione di vendere l’immobile locato nonché il corrispettivo e le altre condizioni della compravendita

3)  il locatore non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo a parte quello adibito a propria abitazione..

Il conduttore ( inquilino) potrà, a sua volta, esercitare il diritto di prelazione dandone comunicazione al locatore, entro il termine di 60 giorni dalla data della ricezione della notifica effettuata dal locatore.

Il conduttore che voglia esercitare il diritto di prelazione deve versare il prezzo, salvo diversa condizione indicata nella comunicazione del locatore, entro 30 giorni, decorrenti dal sessantesimo giorno successivo a quello dell’avvenuta notificazione della comunicazione da parte del proprietario, contestualmente alla stipulazione del contratto di compravendita o del contratto preliminare

Se il locatore non notifica al conduttore la comunicazione di cui sopra, o se il prezzo in essa indicato è superiore a quello al quale poi vende l’immobile,  colui che ha diritto alla prelazione può, entro 6  mesi dalla trascrizione del contratto, riscattare l’immobile dall’acquirente o da ogni altro soggetto  che ha ricevuto la casa o il diritto sulla stessa

Cosa succede se  il locatore non disdice il contratto e vende l’immobile?

In questo caso il diritto di prelazione non sarà attivo  e il nuovo acquirente dell’immobile subentrerà nei diritti e negli obblighi derivanti dal contratto di locazione, a fare data dall’acquisto dell’immobile. L’inquilino non si deve preoccupare perché  il contratto di locazione continuera’ con un nuovo soggetto quale padrone di casa. Il nuovo proprietario dovrà rispettare il contratto di locazione e subentrare come nuova parte contraente.

La  legge tutela l’inquilino e gli riconosce un diritto di prelazione, anche se limitato,  al fine di poter acquisire la proprietà della casa. Quando non vi sono  le condizioni,  il contratto di locazione,  sarà comunque opponibile dall’inquilino ai successivi acquirenti.. Per questo motivi il proprietario dell’immobile dovrà informarsi con cura prima di mettere in vendita il suo immobile di quelle che sono le normative vigenti  e delle possibili implicazioni.

A.R.

Vacanze gratis con lo scambio di case

La crisi ha portato  anche in Italia un’abitudine consolidata in altri Paesi  e conosciuta già a metà degli anni ’50, lo “scambio di casa” che ha oggi un nuovo look grazie ad internet

Ci si iscrive in piattaforme specializzate  e si offre la nostra casa  proponendola per un weekend una settimana o un mese di vacanza in cambio di un’altra. Successivamente ci si accorda  personalmente in base alle richieste on sappiamo ancora se questo è un fenomeno legato alla situazione congiunturale o un vero e proprio cambio di mentalità visto che gli italiani sono da sempre gelosi della loro casa e diffidenti verso gli altri.

Se però l’idea di lasciare l’abitazione dove vivete in mano a sconosciuti non vi convince,  potete offrire per lo scambio la vostra seconda casa in montagna, al mare o in città.

Con lo “cambio della casa” potrete trascorrere un periodo di vacanza in Sardegna, in Puglia, andare finalmente in vacanza in montagna a sciare oppure  volare ai Caraibi o negli Stati Uniti.

Con questo sistema sosterrete solo il costo dei mezzi di trasporto per arrivare alla meta di destinazione. Non dovete, inoltre, dimenticare che l’Italia è una delle mete più ambite dagli stranieri e non avrete difficoltà a trovare persone per attivare lo scambio.

I siti per scambiare la casa

http://it.homeforhome.com –
www.homelink.it – www.soloinitalia.it – www.scambiocasa.com
A.R.

Devi lasciare la casa per le vacanze? scopri come fare

 

Siamo nel periodo delle  vacanze e molti di noi sono pronti a partire e dovranno lasciare la casa  per un periodo E’ necessario tener presente che i ladri in genere agiscono ove ritengono vi siano meno rischi di essere scoperti: ad esempio, un alloggio momentaneamente disabitato.  Abbiamo estratto dal sito dei carabinieri queste informazioni che possono essere di massima importanza per tutti. In modo di avere una buna vacanza  e nessuna sorpresa poco gradita  al ritorno

Un ruolo fondamentale assume altresì la reciproca collaborazione tra i vicini di casa in modo che vi sia sempre qualcuno in grado di tener d’occhio le vostre abitazioni.

In qualunque caso ricordate che i numeri di pronto intervento sono: 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato) e 117 (Guardia di Finanza).

  • Ricordate di chiudere il portone d’accesso al palazzo.
  • Non aprite il portone o il cancello automatico se non sapete chi ha suonato.
  • Installate dei dispositivi antifurto, collegati possibilmente con i numeri di emergenza. Nella sezione modulistica troverete le indicazioni per collegare il vostro antifurto al 112 . Non informate nessuno del tipo di apparecchiature di cui vi siete dotati né della disponibilità di eventuali casseforti.
  • Conservate i documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro.
  • Fatevi installare, ad esempio, una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza. Aumentate, se possibile, le difese passive e di sicurezza. Anche l’installazione di videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso è un accorgimento utile. Accertatevi che la chiave non sia facilmente duplicabili
  • Ogni volta che uscite di casa, ricordate di attivare l’allarme.
  • Se avete bisogno della duplicazione di una chiave, provvedete personalmente o incaricate una persona di fiducia.
  • Evitate di attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo che possano, in caso di smarrimento, far individuare immediatamente l’appartamento.
  • Mettete solo il cognome sia sul citofono sia sulla cassetta della posta per evitare di indicare il numero effettivo di inquilini (il nome identifica l’individuo, il cognome la famiglia).
  • Se abitate in un piano basso o in una casa indipendente, mettete delle grate alle finestre oppure dei vetri antisfondamento.
  • Illuminate con particolare attenzione l’ingresso e le zone buie. Se all’esterno c’è un interruttore della luce, proteggetelo con una grata o con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa disattivare la corrente.
  • Se vivete in una casa isolata, adottate un cane.
  • Conservate i documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro.
  • Cercate di conoscere i vostri vicini, scambiatevi i numeri di telefono per poterli contattare in caso di prima necessità.
  • Non mettete al corrente tutte le persone di vostra conoscenza dei vostri spostamenti (soprattutto in caso di assenze prolungate).
  • Se abitate da soli, non fatelo sapere a chiunque.
  • In caso di assenza prolungata, avvisate solo le persone di fiducia e concordate con uno di loro che faccia dei controlli periodici.
  • Nei casi di breve assenza, o se siete soli in casa, lasciate accesa una luce o la radio in modo da mostrare all’esterno che la casa è abitata. In commercio esistono dei dispositivi a timer che possono essere programmati per l’accensione e lo spegnimento a tempi stabiliti.
  • Sulla segreteria telefonica, registrate il messaggio sempre al plurale. La forma più adeguata non è “siamo assenti”, ma “in questo momento non possiamo rispondere”. In caso di assenza, adottate il dispositivo per ascoltare la segreteria a distanza.
  • Non lasciate mai la chiave sotto lo zerbino o in altri posti facilmente intuibili e vicini all’ingresso. Non fate lasciare biglietti di messaggio attaccati alla porta che stanno ad indicare che in casa non c’è nessuno.
  • Considerate che i primi posti esaminati dai ladri, in caso di furto, sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno dei vasi, i quadri, i letti ed i tappeti.
  • Se avete degli oggetti di valore, fotografateli e riempite la scheda con i dati considerati utili in caso di furto (il documento dell’opera d’arte).
  • Conservate con cura le fotocopie dei documenti di identità e gli originali di tutti gli atti importanti (rogiti, contratti, ricevute fiscali, etc.).
  • Nel caso in cui vi accorgete che la serratura è stata manomessa o che la porta è socchiusa, non entrate in casa e chiamate immediatamente il112, il 113 o il 117. Comunque, se appena entrati vi rendete conto che la vostra casa è stata violata, non toccate nulla, per non inquinare le prove, e telefonate subito al Pronto Intervento.

Un consiglio finale ve lo lasciamo noi, evitate di lasciare comunicazioni a carattere cubitali nei social delle vostre partenze e dei vostri spostamenti,  non ci crederete ma i ladri si informano anche tramite facebook !.

A.R.

Vuoi vendere il tuo capannone e non sai come fare ?

Vuoi vendere il tuo capannone ma ti chiedi cosa devi fare per velocizzare il tutto e non togliere tempo alla tua attività. La decisione che ti porta a vendere sono molte: ampliare la tua attività, oppure ridimensionarla, chiuderla o  spostarla in un’altra zona, ottenere liquidità se sei proprietario di più capannoni. Questo momento è problematico perché oltre a seguire la tua attività ti trovi di fronte ad una situazione che ti porta via tempo, devi decidere cosa fare e a chi affidarti

Se devi vendere, sia per comprarne un capannone più piccolo o più grande ti troverai  di fronte una ad un’offerta ampia ed una gamma di prezzi diversi. Quale è’ il valore del  capannone adesso? A quale prezzo venderlo e se bisogna ricomprarlo come evitare di fare acquisti errati ? E’ molto importante visto la complessità del mercato odierno avere una strategia di commercializzazione seria e valida per evitare se hai tempi contingentati,  di non riuscire a vendere nei tempi più idonei. Abbiamo posto a Renato Tagliagambe direttore del Gruppo Immobiliare Lloyd alcuni quesiti.

E’ possibile vendere un capannone da soli ?

Non dico che sia impossibile, è una scelta personale , certo che seguire una vendita in maniera autonoma richiede energia che spesso si traduce in perdita di denaro perché si toglie tempo alla propria attività lavorativa.  Possono presentarsi acquirenti che non sono interessati, che vogliono curiosare o non hanno le potenzialità economiche per effettuare l’acquisto.

Possono rivolgersi a qualsiasi agenzia immobiliare  basta che sia una società seria e affidabile?

 No, non può essere un’agenzia immobiliare qualunque, deve avere al proprio interno il settore della vendita di immobili per le Aziende, deve avere professionisti che sono specializzati nella vendita di capannoni, perché conoscono bene tutte le problematiche del settore e possono aiutare l’imprenditore ad ottenere  risultati ottimali  e accorciare i tempi di vendita. L’agente di immobili per l’aziende, inoltre,  fornisce un valido supporto  per il venditore ma anche per l’acquirente, aiutandolo nella selezione del capannone a lui più congeniale.

Riuscirà l’imprenditore a vendere il capannone nel tempo da lui desiderato?

 Questo è l’obiettivo che si pone anche  l’agente di immobili per le aziende. Per questo occorre che sia effettuata una valutazione reale del capannone e siano posti i giusti strumenti di commercializzazione. Agenzie  come la nostra possono promuovere l’immobile  tramite diversi  canali: i quotidiani, il nostro data base acquirenti e  il nostro settore di web marketing, ci avvaliamo, inoltre,  di professionisti specializzati negli immobili delle aziende.

A.R.

Sai come sfruttare le agevolazioni per affittare la tua casa ?

Vi trovate improvvisamente, la proprietà di un immobile, ( successione, investimento, etc) e vi chiedete cosa dovete fare, per non essere gravati da spese e magari ottenere anche un reddito ?
La soluzione ottimale è darlo in locazione, Abbiamo già parlato in un nostro post ( scopri cosa fare se vuoi affittare casa ), quale documenti vi servono per farlo ma come dovete consegnare il vostro immobile senza rischiare di avere problemi?
Può darsi che siano necessari dei lavori e questi possono essere di diverso tipo; potrebbero essere interventi di messa a norma degli impianti o del loro rifacimento o, nel caso in cui lo stato dell’immobile non sia conforme alle planimetrie catastali e ai permessi comunali. Può essere necessario provvedere ad un ripristino o una sanatoria, interventi che possono essere una spesa non indifferente per il proprietario,
Ci sono una serie di agevolazioni che la legge di stabilità 2016 ha promosso fino al 31 dicembre 2016 e che potete usufruire per mettere in perfette condizioni il vostro immobile.

BONUS RISTRUTTURAZIONI E ECO BONUS

Per i contribuenti sarà possibile anche nel 2016 usufruire degli sconti sulle spese per le ristrutturazioni e per gli interventi sul risparmio energetico, rispettivamente al 50 e al 65%. Gli sconti maggiorati, dunque, sono stati prolungati per un altro anno. L’importo massimo di spesa detrazione è di 96mila euro per la singola unità immobiliare. La detrazione di ripartisce in 10 quote annuali di pari importo e per fruirla occorre indicare nella dichiarazione dei redditi in dati catastali identificativi dell’immobile. La detrazione sulla ristrutturazione non è valida per tutti gli interventi, sono esclusi quelli di manutenzione ordinaria su immobili privati, Se si procede, quindi, alla semplice tinteggiatura dell’appartamento, alla sostituzione dei pavimenti o a quella dei sanitari, non si potrà avere la detrazione Irpef del 50%, ma si potrà almeno scontare l’aliquota Iva ridotta al 10% per il pagamento dei lavori.

BONUS MOBILI

Il bonus mobili riguarda mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile che viene ristrutturato. Anche in questo caso la detrazione Irpef è del 50%, con limite di spesa di 10mila euro per singola unità immobiliare. La detrazione massima, perciò, è di 5mila euro.
SCONTO SUGLI AFFITTI A CANONE CONCORDATO
Per le case affittate a canone concordato è previsto uno sconto del 25% su Imu e Tasi.
Se avete bisogno di una consulenza personalizzata potete contattare, l’ufficio affitti del gruppo LLoyd chiamando il 0586952810  o alla pagina facebook  del gruppo Lloyd o al  sito www.gruppolloyd.it
A.R.

scopri come fare se vuoi affittare una casa

Essere proprietari di un casa sfitta non è la condizione migliore in questo periodo. Il primo problema è legato alle tasse molto alte che si devono pagare per le seconde case. . Poi ci sono le spese condominiali e tutti gli altri costi che si devono sostenere per mantenere un immobile vuoto senza farlo finire in rovina. Chi affitta un appartamento può usufruire di alcune agevolazioni, come nel caso del canone concordato, con la riduzione dell’aliquota della cedolare secca al 10%

Quindi, ai proprietari conviene affittare il proprio immobile ma, ovviamente, essi non possono esimersi dal consegnare un bene in buone condizioni e corredato di tutte le certificazioni previste dalla legge.In questo post vedremo quali sono le cose che bisogna controllare prima di dare una casa in locazione

 

Documentazione necessaria per la locazione:

 

  1. certificato di agibilità, questo è sicuramente in possesso del proprietario che ha eseguito di recente avori di una certa entità. Molti però si chiederanno che cosa cosa è l’agibilità? Rappresenta l’idoneità dell’immobile ad essere abitato in quanto rispondente a determinati parametri stabiliti dalla normativa edilizia Vengono perciò prese in considerazione ad esempio: , la luminosità, l’altezza dei locali, la conformità degli impianti ecc. Il certificato di abitabilità viene rilasciato dal Comune in base a controlli volti ad accertare la corrispondenza dell’immobile ai parametri stabiliti dalla legge. Se il proprietario non lo trova può richiederne una copia in Comune Se invece l’immobile viene sottoposto ad una ristrutturazione o costruzione il certificato di agibilità deve essere richiesto al Comune entro !5 giorni dalla fine dei lavori. L’affittuario in mancanza di esso può chiedere la risoluzione del contratto e un risarcimento danni
  2. Conformità degli impianti questi certificati devono essere rilasciati dalle ditte installatrici quando terminano i lavori: Se l’immobile non è stato ristrutturato recentemente bisogna comunque rintracciarli.. Cosa succede nel caso si tratti di impianti vecchi e non si riesca a trovare nessun documento? La sicurezza degli impianti deve infatti essere valutata in base alla loro conformità alle norme di sicurezza vigenti al momento della loro realizzazione. Perciò solo per gli impianti realizzati dopo il 13 marzo 1990 (data di entrata in vigore della legge n. 49) è necessario che l’attestazione di conformità sia attestata da una impresa abilitata. In tale caso, se cioè l’impianto è stato realizzato prima del 13 marzo 1990, l’attestazione di conformità non è obbligatorio che sia eseguita da una ditta abilitata. È però consentito in via generale che le parti si accordino per evitare la consegna della documentazione di conformità. E’ consigliato che l’ accordo di deroga sia messo per iscritto e allegato al contratto di locazione onde evitare successive contestazioni.
  3. Attestato di Prestazione Energetica : E’ una certificazione che dimostra quali sono i consumi dell’edificio sia per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria e calcola in che classe energetica si trova. L’APE è importante i suoi dati devono essere riportati in ogni annuncio di vendita dell’immobile e deve essere allegato sia al suo contratto di vendita che a quello di locazione. E’ estremamente importante questa certificazione perchè il proprietario può rischiare delle sanzioni che sono comprese tra i 1000 e i 400 euro: anche se non si rischia più la nullità della locazione. Il decreto legge n. 145/2013 (convertito con la legge n. 9/2014) ha tolto la previsione della nullità del contratto che era prevista nel caso di inadempienza (il contratto di locazione rimane valido e si paga solo la sanzione amministrativa pecuniaria).
 A.R.

Ti senti un Masterchef? apri un ristorante !

Molte persone si stanno interessando sempre di più al settore della ristorazione. Alla televisione ci sono tantissimi programmi di cucina seguitissimi e molti di noi si sentono chef o vorrebbero diventarlo. Inoltre il settore della ristorazione è stato colpito in maniera marginale dalla crisi e quello che è una passione può diventare una professione che regala molte soddisfazioni. Cosa conviene fare? Quali sono i primi passi per aprire un ristorante?

Lo abbiamo chiesto ad un “guru” del settore Roberto Canelli direttore delle Attività Commerciali del Gruppo Immobiliare Lloyd 

Iniziare da zero, può costare veramente caro, se non siete esperti o addirittura è la vostra nostra prima esperienza , non conviene rischiare troppo denaro. la scelta migliore è quella di prendere in gestione un ristorante già avviato o di comprarne uno che abbia un buon prezzo.. Ci sono tante attività commerciali che hanno tanta potenzialità ma che sono mal gestite. Basta avere un po’ di pazienza, rivolgersi alle persone che conoscono bene il settore, per evitare fregature che in questo campo sono facili da prendere, e avere tanta voglia di ristorazione ! Prima di fare qualsiasi scelta bisogna capire una cosa, aprire un ristorante richiede sacrificio e molto impegno: Bisogna lavorare molto, nei giorni di festa quando gli altri sono a giro voi dovrete alzarvi per affrontare ore di lavoro, Poi ci sono problemi burocratici, a volte con il personale o con i clienti. C’è inoltre la paura di non gestire in modo corretto e non riuscire a conseguire un giusto guadagno. Solo cose negative? No, potrete realizzarvi in una professione che richieste sforzi ma regala tante soddisfazioni; Se non vi ho spaventato troppo vi posso dare qualche indicazione su come procedere.

Iter Burocratico : Per iniziare l’attività di ristorazione ed aprire un ristorante è necessario che il titolare (o i dipendenti o un preposto) possegga i requisiti professionali adatti per la somministrazione alimenti e bevande, ovvero: titolo di studio abilitante (es.diploma alberghiero), esperienza precedente nel settore, corso abilitante (riconosciuto dalla Camera di Commercio) E’ necessario inoltre che si inizia in un locale che non era predisposto per la ristorazione che risponda a determinati requisiti (determinati dai comuni) in termini di destinazione d’uso dell’immobile, di autorizzazioni sanitarie specifiche (es : .HACCP), di impiantistica. Va compilata per comunicare ciò al Comune preposto la cosiddetta SCIA: solitamente la parte relativa all’immobile è redatta da: architetti/geometri o ingegneri.

Una volta presentata la SCIA al Comune bisognerà effettuare l’iscrizione al Registro Imprese e agli altri enti preposti con la Comunicazione UNICA e quindi ovvero:

  • Agenzia Entrate per apertura Partita Iva

  • Camera di Commercio per iscrizione al Registro Imprese;

  • Inps per iscrizione alla gestione commercianti;

  • Inail (eventuale).

Costi Molti di voi si domanderanno quali sono i costi che bisogna affrontare per aprire un ristorante. E’ importante secondo me affidarsi ad un esperto del settore perchè vi aiuti a preparare un piano di consulenza dove siano indicati tutti i servizi che sono necessari e i suoi relativi costi per riuscire a preparare un valido progetto. Cercate di avere la massima fiducia verso il vostro agente commerciale, dovrete indicargli quali sono le vostre disponibilità economiche e le vostre eventuali problematiche così lui potrà redigervi un prospetto interessante. Vaglierete poi con lui quelle che sono le disponibilità sul mercato per arrivare alla migliore scelta. Tra i costi che dovrete comunque valutare ce ne sono alcuni che sono fissi:

  • affitto o rata del mutuo, luce, riscaldamento, gas, tasse, polizze assicurative, stipendi, commercialista

Vanno calcolate anche delle spese impreviste e quelle che riguardano la gestione futura del locale. Fare un calcolo preciso non è facile ma il vostro agente commerciale saprà grazie alla sua esperienza e professionalità darvi il giusto indirizzo. Spero di avervi fornito qualche informazione valida. Se avete bisogno di me, venite agli uffici del Gruppo Lloyd Immobiliare, scrivetemi a roberto.canelli@gruppolloyd.it o chiamate al 0586952810 ci conosceremo e vedremo se posso aiutarvi nella ricerca del vostro ristorante.


A.R.

6 errori da evitare nella trattativa immobiliare

Avete trovato l’immobile che stavate cercando e capite che non dovete farvelo scappare. Il periodo precedente è stato quello della selezione e può essere stato molto veloce, anche se negli ultimi anni è aumentato, ma se per la fase precedente vi siete presi tutto il tempo che volevate una volta che avete trovato l’immobile giusto e raccolto tutte le informazioni che vi servono, è necessario avviare una trattativa 

Abbiamo chiesto a Juan Carlos Gallo direttore del Gruppo Immobiliare Lloyd quali sono i 4 errori che non dovete mai compiere quando iniziate una trattativa

  1. non essere pienamente convinto dell’immobile, non cominciare una trattativa se non siete convinti di uno di questi elementi fondamentali– la zona e la via- il tipo di stabile- la dimensione e il taglio dell’unità- il piano

Questi elementi non si possono modificare e se avete dubbi su uno di questi prendete del tempo prima di iniziare la contrattazione

  1. credere che sia un atto unilaterale che viene effettuato dal compratore. Molti si basano sul comportamento “ io faccio una proposta se gli va bene si fa l’affare altrimenti nient !” La proposta dovrebbe essere un primo atto in una trattativa e non bisogna mia dimenticarsi che deve essere accettata da entrambe le parti.
  2. Non acquisire più informazioni che potete sulla controparte. Vi aiuterà molto per capire quale tipo di strategia dovete usare nella contrattazione, Dovete comprendere che ci sono molti venditori che amano contrattare e non solo sul prezzo per questo i tempi saranno necessariamente lunghi. Altri invece sono capaci di interrompere immediatamente quando si rendono conto che avete fatto un’offerta troppo bassa sul loro immobile, altri ancora sembrano sempre indecisi e infine ci sono quelli che non fanno una mossa se non hanno la consulenza del familiare, del commercialista o l’avvocato.
  3. Pensare che il prezzo sia sempre trattabile, Molti credono che dopo un periodo di grande crisi come sono stati questi ultimi sette anni, si possa sempre limare il prezzo dell’immobile, Questo dipende se il venditore ha la necessità o meno di vendere. Si può provare a fare un’offerta più bassa ma come vi i ho detto prima avere più informazioni possibili del venditore per sapere fino a che punto potete spingerti Provare a offrire molto meno può significare solo due cose: o che non si tiene particolarmente a quella casa o che si ritiene il prezzo richiesto fuori mercato. In entrambi i casi però non si capisce perché si sia perso il tempo a trattare l’acquisto.
  4. Irrigidirsi nelle proprie posizioni Vi ho detto che la prima cosa che bisogna capire che nella trattativa siete in due, spesso in tre (agente immobiliare) . Se siete interessati all’immobile, bisogna avere la capacità di ascoltare le controproposte dell’altra parte e discuterne, Le problematiche possono essere oltre che sul piano economico anche sul piano temporale,Se avete la necessità di una consegna anticipata oppure posticipata potete parlarne con il proprietario e vedere quali spazi di trattativa ci sono.
  5. Non farsi aiutare da un agente immobiliare.,l’ agente Immobiliare è la persona più utile che può intervenire nella mediazione di una trattativa immobiliare. Ricordatevi  che lui conosce le due parti e una volta che comprende quale sia la distanza tra le due posizioni, può mediare per arrivare ad un giusto compromesso. Molti acquirenti pensano che l’agente immobiliare pensa solo all’interesse del venditore e non lo tutelerà mai abbastanza, Questo non è vero perchè il suo interesse primario è chiudere la trattativa immobiliare, Solo in quel momento ha il diritto alla sua provvigione e se è un professionista serio e affermato vorrà che entrambi le parti siano soddisfatte della sua mediazione.

Spero che i miei consigli vi possono essere di aiuto se volete contattarmi potete farlo sul nostro sito www.gruppolloyd.it ,sulla pagina facebook , presso i nostri uffici in piazza Cavour, a Livorno o telefonicamente al 3358216451


A.R,